Fu un olandese, Johan Steenbergen, figlio di grossisti di apparecchi fotografici a L’Aia, nato il 7 dicembre 1876 a Meppel, una cittadina del nord est dei Paesi Bassi, a dar vita, nel 1912, a Dresda, dove vi si era trasferito nel 1908, alla fabbrica che avrebbe prodotto, venti anni dopo la più rivoluzionaria fotocamera della prima metà del 900: la Exakta. Steenbergen aveva voluto la sua fabbrica nella città che ospitava già marchi famosi, come Ernemann, Ica, Zeiss, Welta, e nella quale non era difficile reperire, e assumere, tecnici di provata abilità. Chiamò la sua ditta Ihagee, abbreviazione dell’ufficiale Industrie und Handels Gesellschaft mbH cioè «Industrie und Handels Gesellschaft m.b.h.» e stabilì la sede in Marcolinistrasse, al numero 8.
La prima macchina fotografica è stato il Photorex, una macchina fotografica pieghevole con otturatore composto, poi altri modelli Photaklapp e Viktor (1913), Triplex e Weltrekord del 1914. Le fotocamere della Ihagee si distinsero subito per la loro innovativa semplicità. Riscossero successo una serie di reflex di medio formato (dal 6,5×9 al 9×12) per la loro compattezza come le Klappenreflex, o, per la luminosità dell’obiettivo montato (f1,5 o f2), le Nacht, o le Parvola che si distinsero per il singolare sistema di messa a fuoco con doppio elicoidale sull’obiettivo che rendeva il soffietto antiquato.
Però la Prima Guerra Mondiale era vicina, e Steenbergen nel frattempo era tornato nei Paesi Bassi e precisamente All’Aia, da dove ha continuato a gestire i suoi affari. Al ritorno, nel 1918, la società fu chiamata Handels Gesellschaft Ihagee Kamerawerk Steenbergen & Co. perché era stato un gruppo di falegnami di fiducia a gestirla ed ha deciso di intraprendere la produzione della macchina fotografica di legno Corona, per poi essere chiamata Ihagee Corona.
Nel 1919 Steenbergen avviò una nuova fabbrica più piccola. Negli anni pionieristici, Steenbergen ha lavorato molto duramente in condizioni economicamente difficili e, a volte, i suoi unici pasti buoni erano quelli con la clientela. Però ci sono circa 30 modelli in dieci anni, da Venus a Ultrix, da Sport–Kamera a Patent Klapp Reflex 6,5x9. A causa del successo della fotografia amatoriale e la qualità dei prodotti Ihagee, la nuova fabbrica è stata spostata nel 1923, proprio dove si trovavano le fabbriche di Ernemann e Ica. La superficie era di 5580 metri quadrati e consisteva in un seminterrato, tre piani normali, un attico. Inoltre per macchine, materie prime e scorte, c’era spazio per 500 dipendenti. Sempre lo stesso anno, è entrato nell’azienda di un ragazzo, Karl Nüchterlein, come apprendista. Nel corso degli anni, questi costruirà molti tipi di fotocamere, in legno e metallo, sia scorrevoli chee pieghevoli a soffietto, per lastre o pellicole in rulli. Nel 1931 ha lanciato una macchina «piccola», la Klein Ultrix per la pellicola 127, formato 4×6.5 cm, e l’obiettivo Tessar 75/2.8. A meta anno il nome fu cambiato (o, meglio, tradotto o quasi in latino) in «Parvola». Con il nome Parvola è stata chiamata anche un’altra macchina fotografica «in miniatura»: la Ernemann Ermanox del 1924 e l’obiettivo Ernostar 85mm f/1.8.
Fu però nel 1933, alla Fiera di Lipsia, che la Ihagee presentò il modello che sarebbe diventato il precursore di tutte le moderne macchine fotografiche reflex: la VP–Exakta 4x6,5 (cioè Vest Pocket) oppure Standard Exakta, nome che denunciava la pretesa di non aver commesso errori di progettazione. Aveva un profilo diverso, a trapezio, rispetto alle tradizionali fotocamere reflex a forma di scatola. Era stato sviluppato dal 1930 a 1933 del progettista e creatore Karl Nüchterlein: la classica forma trapezoidale, lo specchio 45°, un corpo interamente metallico come la Leica I e la calotta ospitava i comandi curiosamente invertiti, con la leva di carica posta sulla sinistra, così come il pulsante di scatto. L’otturatore era di tessuto sul piano focale e i tempi di scatto erano 1/25, 1/50, 1/100, 1/200, 1/300, 1/600, 1/1000, B e T. Le dimensioni erano di 150x65x50 mm e pesava 750g. prevedeva obiettivi intercambiabili e di grande luminosità di Zeiss o Meyer dai grandangolari ai teleobiettivi più gli accessori. Quella prima Exakta montava pellicole di formato 127. Solo nel 1936, l’anno dei Giochi Olimpici a Berlino per il quale si prevedeva un grande smercio di fotocamere, seguì una versione da 35 mm: la Kine Exakta. Divenne presto il pezzo forte di un sistema che faceva concorrenza alle maneggevoli fotocamere a telemetro Leica e Contax che avevano monopolizzato l’interesse dei fotogiornalisti dell’epoca. Aveva anche l’indiscutibile vantaggio di poter utilizzare obiettivi di lungo fuoco senza accessori aggiuntivi.
La fotocamera Kine Exakta, fornato 24x36mm, è stata, nel 1936, la prima reflex monoottica della fotografia, contemporaneamente alla russa GOTZ Sport e preceduta di un anno dalla Zeiss Ikon Contaflex biottica. Tuttavia la Contaflex è stato un exploit a sé stante, avanzatissima, carissima, rara e senza eredi. Anche la Sport è stato un esempio unico non evolutosi ulteriormente.
Pertanto l’Exakta può veramente fregiarsi del titolo di madrina di tutte le reflex, specie nella versione Varex del 1950, la prima reflex con mirini intercambiabili. All’epoca Dresda, la capitale della fotografia, stava risollevandosi dal tremendo bombardamento di soli cinque anni prima, che aveva ridotto l’intera città a un cumulo di rovine fumanti, ed era una fucina di novità, come la Contax S, la prima reflex con pentaprisma e passo a vite 42x1, la Praktina, la prima reflex a sistema, o la Contax E, la prima reflex monoottica con esposimetro incorporato.
Facciamo però un passo indietro. Dopo la presa del potere da parte di Hitler e al diffondersi in Germania di sentimenti antisemiti; iniziano anche a manifestarsi difficoltà legate al fatto che la moglie di Johan è di origini ebraiche. In queste condizioni egli non può fare altro che andare allo scontro con il nazismo e soltanto l’essere sposato con una donna che, al di là delle origini, è di nazionalità americana, lo tiene in un primo tempo fuori da episodi di persecuzione; il suo temperamento è tale che anche in questa difficile situazione invia, in qualità di Console, un rapporto scritto al governo olandese denunciando senza mezzi termini le inaccettabili condizioni di vita nella Germania nazista. Il 10 maggio 1940 la Germania invade l’Olanda, paese neutrale. Come Console di un paese nemico Steenbergen viene immediatamente arrestato (11 maggio 1940) e internato assieme alla moglie per un breve periodo, al termine del quale gli viene consentito di tornare a Dresda con la proibizione di lasciare la città e di entrare nella sua azienda, 11 agosto 1941, tutte le proprietà di Steenbergen e della moglie sono confiscate, in seguito al sequestro delle sue proprietà Johan Stenbergen rimane a Dresda, come Console. La Ihagee passa sotto l’amministrazione governativa del Ministero dell’Aviazione ed utilizzata per la produzione di apparecchi ottici per il puntamento e la navigazione aerea, il gruppo dei tecnici viene confermato in quanto essenziale per mantenere attivo l’impianto, ma a seguito di contrasti intervenuti, nel 1942 Karl Nüchterlein viene arruolato e spedito a combattere sul fronte balcanico, dal quale non farà ritorno, considerato disperso dal mese di aprile 1945. Il 15 maggio 1942, Steenbeergen grazie all’aiuto dell’ambasciata Svizzera e Svedese, fugge negli Stati Uniti per evitare persecuzioni di qualsiasi tipo nei confronti di sua moglie. Il 13 febbraio 1945 la fabbrica Ihagee viene distrutta durante il bombardamento alleato di Dresda, il grande bombardamento di Dresda verrà ricordato nella storia come uno degli eventi più tragici della II Guerra Mondiale. Nel 1946, nella Germania orientale la produzione della Kine Exakta riprende ad opera di un piccolo nucleo di operai e tecnici sopravvissuti che riescono a recuperare componenti ed attrezzature estraendoli dalle macerie.La ripresa della produzione costituisce un’eccezione rispetto a quanto si verifica per le altre industrie fotografiche tedesche situate nella zona d’influenza sovietica, che sono invece completamente nazionalizzate: ciò si verifica in quanto la Ihagee è di proprietà di un cittadino olandese e questo trattamento di favore ha lo scopo di evitare motivi di conflitto nelle relazioni internazionali.
Nel 1952 alla sofisticata Exakta fu appaiata, una fotocamera più economica ma con prestazioni non troppo inferiori: la Exa. Era più piccola, aveva un otturatore a sole 5 velocità (tempo di scatto più veloce 1/150 invece dell’1/1000 della capofila), ma con tendine metalliche, un design ancora più accattivante della “madre” e un corpo che pesava solo 465 g. La Exa segnò un altro successo della ormai matura azienda. Aveva lo stesso passo della Exakta e quindi poteva montare tutti gli obiettivi con lo speciale attacco che avevano, e avrebbero, prodotto la Zeiss a Jena, la Meyer a Görlitz, la Schneider a Kreuznac, la Angenieux a Parigi e altre prestigiose aziende in Europa. Per questa fotocamera viene ingegnerizzato un particolare funzionamento dell’otturatore, lo specchio reflex farà le funzioni della prima tendina, questa idea limiterà i tempi di esposizione e non troverà seguito.
Nel 1959 viene presentata la EXA II con un più usuale otturatore a tendina verticale e pentaprisma fisso, prodotta in 88.700 unità fino al 1966.
Tuttavia a metà degli anni Sessanta la situazione era molto cambiata: l’introduzione dei sistemi reflex nipponici aveva relegato progressivamente l’Exakta in una posizione marginale, anche perché il suo corpo trapezoidale non consentiva l’inserimento di motori o dorsi intercambiabili. Inoltre il bocchettone porta ottiche si era rivelato col tempo troppo piccolo, specie con le ottiche macro e i teleobiettivi, e tutti i concorrenti proponevano innesti più ampi. L’assorbimento definitivo della Ihagee, marchio ancora semi–indipendente, perché privato sino al 1945 (perché di proprietà di un cittadino olandese), nel consorzio Pentacon della DDR, pose definitivamente l’Exakta sullo stesso piano delle più diffuse Praktica, per essere poi progressivamente abbandonata, in quanto la dirigenza della DDR decise che solo le Praktica dovevano svilupparsi e usufruire di progressi tecnologici. La RTL 1000 del 1969 è l’ultima Exakta a portare questo nome costruita a Dresda, anche se dal VEB Pentacon, e risulta essere identica alla corrispondente Praktica. La Ihagee Kamerawerke AG continuerà la sua produzione fino al 1968, quindi assorbita in VEB Pentacon Dresda.
In questo quadro gli eredi di Steenbergen iniziarono una disputa legale per il possesso del marchio Exakta, e, quando si resero conto che non avrebbero mai potuto vincere la causa, fondarono nel 1960 una nuova società col marchio Ihagee Exakta Photo AG, con sede legale inizialmente a Monaco (quindi nella Repubbllica Federale Tedesca) poi a Berlino Ovest. Il frutto di questa disputa fu il modello denominata Exakta Real, presentata il 3 luglio 1966 in una conferenza stampa nella sede di Berlino e prodotta per un solo anno, sino alla metà del 1967. La Exakta Real è stata concepita come collaborazione internazionale: le fusioni e i pezzi venivano fatti in Svizzera a Grenchen, dalla Pignons AG (costruttrice delle note fotocamere Alpa) e dalla ditta Etampa. L’otturatore era fornito dalla Gauthier di Culmbach. I pezzi venivano poi preassemblati a Ulm dalla Costantin Rauch, ditta specializzata in montaggi industriali e non a caso quasi tutte le ottiche erano fornite dalla Schacht, sempre di Ulm. La macchina fu presentata come prototipo alla Photokina dell’aprile 1963, frutto di una temporanea collaborazione con la Steinheil di Monaco, ma messa effettivamente in produzione solo tre anni dopo, completamente ridisegnata dall’ing. Helmut Knapp, cui si deve anche il brevetto dell’otturatore, datato 1964. Il montaggio finale era eseguito a Berlino, nella nuova sede della Ihagee West. Purtroppo a causa dei montaggi parziali e agli scarsi controlli di qualità la macchina prese subito la nomea di apparecchio inaffidabile. Da notare che vi erano tre diversi meccanismi a tempo (tempi veloci, tempi lenti, autoscatto), cosa che ha sicuramente influito sulla fragilità meccanica. Knapp, dopo l’insuccesso della Real, si trasferirà alla Rollei.
La fotocamera Exakta VX 1000, presentata alla Photokina dell’ottobre 1966 e messa in commercio del 1967, ha una forma più spigolosa ed è simile alla Varex VX IIb. Un nuovo design della manopola velocità e leva di carica rapida con corsa ridotta a 235°, invece di 300°. Lo specchio è a ritorno automatico dopo il rilascio. Otturatore con tendine in tela a scorrimento orizzontale, tempi da 12 secondi ad 1/1000 + posa B e T. Il tempo sincro–lampo era di 1/60 secondo con tripla presa coassiale (X, F, FP). Il mirino e lo schermo di messa a fuoco sono intercambiabile mentre il dorso era fisso. Le dimensioni di 153x102x48,5 e il peso di 720g, solo corpo con pentaprisma. Aveva una cosa speciale: la taglierina per pellicola a forma di uncino, come la Kine Exakta per tagliare le foto e conservare le altre. Nuovo il pentaprisma Travemat con esposimetro di CdS e la sensibilità variava da 6–400 ASA; la batteria era PX13 o PX625, al mercurio da 1,35 volt. Sempre la VX1000, per ragioni di controllo e considerazioni commerciali, doveva essere chiamato Elbaflex VX 1000 per tutti paesi europei e sotto era apposta la scritta «Aus Dresden».
Dal 1970 il marchio Ihagee è cessato di esistere e la società fu assorbita completamente da Kombinat VEB Pentacon. La Germania Est non poteva tenere il passo con lo sviluppo tecnologico del mondo occidentale e tanto meno del Giappone, inoltre, il governo della Germania Est non vedeva di buon occhio una società che aveva un proprietario straniero e non poteva essere nazionalizzata, così la lascia decadere, fin che rimarrà solo una targa sul muro della VEB Pentacon Dresda. Il 7 marzo 1967 Johan Steenbergen muore (sarà sepolto a Bonn). Gli ultimi Exakta RTL 1000 sono stati completamente riprogettati sulla base serie Praktica L con qualche modifica del pentaprisma intercambiabile, come la Praktica VLC. Avevano anche l’otturatore da 8 sec a 1/1000 secondo più B e la presa era di FP e X con 1/125. Sugli ultimissimi modelli del 1977 fu poi tolto il maschio Kombinat VEB Pentacon: uno del 1977, la Exa Ib, corpo macchina come la Exa Ia ma l’innesto a vite 42x1, il secondo del 1984, la Exakta 66, come Pentacon Six TL, è l’ultimo nel 1997, la Exakta 66 III, modificato come Pentacon MK2.
Nella Repubblica Federale Tedesca la società Ihagee di Berlino Ovest tenta di far produrre ad alcune industrie giapponesi con il proprio marchio. La Exakta Twin TL è una fotocamera reflex 35 mm prodotta da Petri nel 1970 e successivamente prodotta da Cosina. La caratteristiche sono otturatore Copal, tempi da 1 a 1/1000 secondo, più posa B, sincro lampo 1/125 di secondo X e M, esposizione a tutta apertura grazie ad una cellula al CdS, sensibilità 25–1600 ASA, dimensioni 145x65x95mm, peso 770 g, solo corpo. Gli obiettivi erano forniti con innesto a baionetta ma c’era anche un modello Exakta Twin TL 42, la stessa caratteristica ma con innesto a vite 42x1. I due corpi sono di colore nero. Il nome Twin è perché possedeva due pulsanti di scatto, uno sulla parte superiore e un secondo sul lato sinistro dell’apparecchio, come la Exakta Real.
Nel periodo del 1975–76 furono prodotti tre apparecchi dalla Petri: le Exakta TL 1000, la Exakta TL 500 e la Exakta FE 2000. La Exakta TL 1000 fu progettata sulla base della Petri FT 1000, con otturatore sul piano focale e tempi da 1 secondo a 1/1000 di secondo più posa B e presa FP, dotata di lettura esposimetrica TTL con una cellula al CdS, nel mirino era visibile l’ago del galvanometro per il controllo dell’esposizione. L’innesto a baionetta era stato sostituito da un innesto con passo a vite 42x1 universale. Il secondo apparecchio, la Exakta TL 500, era come la 1000 ma con una sola differenza: i tempi erano da 1 secondo a 1/500 di secondo. Comunque aveva il corpo sia in finitura nera che cromata. L’ultimo era la Exakta FE 2000, come Petri FA–1, ma modificato spltanto con nuovo pulsante di scatto ed sulla calotta superiore è stata inciso «Ihagee West». L’esposizione era automatica con priorità della velocità dell’otturatore, da 1 secondo a 1/1000 di secondo più posa B, mentre aveva l’esposimetro TTL con due cellule al CdS e con un mirino abbastanza completo. L’innesto era a vite 42x1, universale.
Negli anni 1977–79 la società della Ihagee di Berlino Ovest si rivolge alla Tokyo Optical, cioè la Topcon, per farsi produrre due apparecchi, la Exakta EDX 2 e la Exakta EDX 3, sulla base della Topcon RE200 e RE300. Erano quasi uguali a parte gli obiettivi: erano dotate della vecchia e gloriosa baionetta Exakta utilizata da Topcon, perfezionata per permettere la preselezione del diaframma. La Exakta EDX3 era motorizzabile con un winder dedicato.
Nel 1983 abbiamo macchine prodotte dalla Cosina. Il primo modello prodotto era la Exakta HS–1 basata sui modelli CT–1A, una fotocamera economica in policarbonato affinché il peso fosse di appena 450g. Il mirino era fisso con telemetro a immagine spezzata e la corona circolare a vetro smerigliato a schermo Fresnel. Otturatore in metallo Copal da 1 secondo a 1/1000 di secindo e posa B, sincronizzazione del flash (presa X) di 1/125 di secondo, mentre l’esposizione TTL era a tutta apertura misurata due cellule al CdS per la lettura ponderata centrale, con sensibilità 25–1600 ASA. L’innsesto degli obiettivi era a baionetta Pentax–K, intercambiabili.
Nel 1985 il modello Exakta HS–2, basata sulla Cosina CT–1A Super, era dotata del tempo massimo di 1/2000 di secondo, mentre la Exakta HS–3, basato sulla Cosina CT–7, aveva l’otturatore manuale da 2 secondi a 1/1000 di secondo, in automatica da 8 secondi a 1/1000 di secondo, più la posa B.
Nel 1986 è stata introdotta la Exakta HS–4, sempre basata sulla la CT–7 ma non aveva nessuna compensazione dell’esposizione (AE), né il blocco dell’esposizione e neanche il flash dedicato.
Nel 1988 sono state prodotte la Exakta HS 10 (come la Cosina CT–1A Super) e Exakta HS 40 (come la Cosina CT–7) ma non senza l’autoscatto. Da rilevare che la Cosina CT–1A è stata venduta anche sotto altri nomi, oltre alla Exakta HS–1, come Hanimex DR–1, Petri GX–1, Soligor SC–1 e Miranda MS–1, mentre la Cosina CT–7 è stata venduta con il nome Carena dal distributore tedesco «Photo Porst eil.». A conferma che, negli anni ruggenti dell’avanzata nipponica in campo fotografico, era spesso difficile capire chi produceva cosa e per conto di chi lo faceva.
Nel 1990 la storia della Ihagee è giunta ormai al termine, incapace di avere un grande impatto sul mercato e incapace di trovare un sostegno finanziario anche se il marchio Exakta è sopravvissuto per le fotocamere fino al 2000. Oggi ci sono altre Exakta ma si tratta di apparecchi che poco hanno a che vedere con quelli prodotti dall’azienda creata da Steenbergen: i mobili in Svizzera (www.exakta.ch), laboratorio medici in Messico (www.exakta.mx) e lo smaltimento rifiuti industriali italiano (www.exaktasiciliana.it).