Lago di Atlantide
Descrizione del luogo
Atlantide potrebbe essere nel Mar Nero. Anzi, nel Mar d’Azov.
La rivelazione arriva da un gruppo di archeologi che sta studiando sulle mappe e sulle foto satellitari del Mar Nero. In una sorta di triangolo proprio al centro del Mar d’Azov. Segnalato in molte immagini con una zona evidentemente più chiara delle altre.
E’ qui che bisognerebbe cercare. Dicono gli studiosi. Le rovine di Atlantide potrebbero essere già a circa 70-140 metri di profondità. Ma perché il Mar Nero? Perché proprio il Mar d’Azov?
Perché per gli antichi greci e nell’opera omerica, le colonne d’Ercole – o limiti dell’ignoto – si ponevano non verso Occidente ma a Oriente, all’ingresso del Ponto Eusino – il mar Nero – che Omero stesso definisce «uno spazio senza confini». Il mondo greco a quel tempo orbitava tra il Mediterraneo orientale e il mar Nero: è solo del 637 a.C. che compare per la prima volta la terra iberica nelle storie greche. Anche secondo Strabone (60 a.C. – 23 d.C.) i greci dell’antichità classica immaginavano il Ponto Eusino come un «altro oceano». Lo stesso nome greco del mar Nero – Ponto Eusino, Póntos Éuxeinos, ossia «mare ospitale» in italiano, – sostituiva il termine più antico, Póntos Áxeinos, cioè «mare inospitale», per motivi scaramantici. Il Bosforo (in turco: İstanbul Boğazı è lo stretto che unisce il Mare di Marmara al Mar Nero e segna, assieme allo stretto dei Dardanelli, il confine meridionale tra il continente europeo e il continente asiatico. E’ lungo 31,7 Km. Sulla sponda europea dello stretto si è sviluppata la città di Istanbul, l’antica Costantinopoli, la cui attuale area urbana si estende anche sulla sponda asiatica. Lo stretto dei Dardanelli (in turco: Çanakkale Boğazı), anticamente chiamato Ellesponto, è uno stretto di mare turco che collega il mar di Marmara all’Egeo e insieme allo stretto del Bosforo, fa da confine fra Europa e Asia. E’ lungo 62 Km. Lo spostamento delle colonne a Gibilterra potrebbe risalire all’epoca ellenistica.
«Poiché» – scrivono gli archeologi – «le mitiche Colonne d’Ercole di cui parlava Platone non erano individuabili nello stretto di Gibilterra, ma nello stretto del Bosforo, lo sprofondamenyo di Atlantide ed anche il Diluvio universale potrebbero corrispondere all’allagamento sempre del Mar Nero per il crollo della barriera naturale del Bosforo. Questo evento potrebbe essere accaduto alla fine dell’ultima glaciazione, fra 20.000 e 4.000 anni fa. In questo periodo il livello del mare crebbe di circa 120 metri, ed è possibile che ci fosse qualche bacino marginale che si era prosciugato, e che il mare avesse potuto superare qualche passaggio e inondarlo». Pare infatti che, attorno al 5000 a.C., il mar Nero fosse isolato dal resto del Mediterraneo, che fosse riempito di acqua dolce e che il suo livello fosse anche 100 metri al di sotto di quello dei mari salati del pianeta. Logico pensare che sulle sponde di un lago d’acqua dolce così vasto siano fiorite diverse comunità protostoriche. Ma, appunto circa 7000 anni fa, sarebbe ceduta la diga naturale in corrispondenza dell’attuale Bosforo, che isolava il Mar Nero dal Mediterraneo salato: un’immensa cascata durata un anno si sarebbe riversata nel lago, il cui livello si sarebbe sollevato con estrema rapidità, sommergendo tutti gli abitati umani. Pitman, geofisico del Lamont-Doherty Earth Observatory in Pasadena, ha calcolato addirittura un flusso di 50 chilometri cubici d’acqua al giorno, capaci di innalzare la superficie del Mar Nero di 15 centimetri al giorno. I loro occupanti sarebbero fuggiti disperatamente di fronte al ruggire delle acque, per disperdersi poi nella valle del Danubio ed in quella del Tigri e dell’Eufrate, portando con sé il ricordo delle acque distruttrici, da loro interpretate tramite una tremenda punizione divina, che poi andò a confluire nel poema di Gilgamesh e nella Bibbia... e nel mito di Atlantde.
Insomma, sarebbe solo una questione di interpretazione. E tutta la genesi della nostra civiltà andrebbe spostata geograficamente tra l’Europa sud-orientale e l’Asia Minore. E’ qui che un Paese così evoluto come quello di Atlantide avrebbe vissuto l’ascesa e l’oblio.
Nel settembre del 2000, con una sonda munita di telecamera, un gruppo di ricercatori americani del National Geographic, tra cui il noto esploratore sottomarino Robert Ballard (quello del Titanic),rinvenne a circa 12 Km dalle coste turche i resti di un edificio sommerso più di 7000 anni fa.
La sonda Argo, invece, fotografò manufatti di pietra, riprese un edificio rettangolare di 4 metri per 15, con mura formate da un impasto di fango e canne, e delle grandi tavole lavorate che forse coprivano l’edificio stesso.
Inoltre sulla costa meridionale della Crimea, tra Sebastopoli e Foros, sono state scoperte delle piramidi. Un gruppo di scienziati, guidato dal geofisico V. A. Gokh, praticando il metodo della geoidrodiagnostica, mentre studiava la struttura geologica della penisola di Crimea, studi tendenti a stabilire il bilancio idrico delle acque dolci, la presenza di acque termali, nonché idrocarburi e minerali, ha fatto una scoperta sensazionale. Abbastanza per caso, gli scienziati si sono imbattuti nella radiazione a microonde (UHF) strettamente diretta, la cui fonte era misteriosamente localizzata non lontano dalla superficie terrestre, portando alla scoperta di queste piramidi. Esse sarebbero composte da blocchi di calce, alte 45-52 metri e le loro cime quasi al livello della superficie terrestre.
Oggi sulle coste del Mar Nero troviamo luoghi che meritano una visita, come la città di Varna, il delta del Danubio (con la scritta «Km 0») dove è possibile osservare parecchie specie di uccelli, la città di Odessa, la città di Sebastopoli e tutta la Crimea, il Mar d’Azov e la città di Sochi che è stata sede delle Olipiadi Invernali nel 2014… pur essendo una località balneare.
Riferimenti:
https://fishki.net/1387305-krymskie-piramidy.html
http://www.fmboschetto.it/religione/Genesi/Atlantide/Diluv_8.htm
https://www.gialli.it/atlantide-nel-mar-nero/
https://www.ponzaracconta.it/2013/08/29/le-isole-del-mito-6-ultima-thule-e-altri-luoghi-estremi-seconda-parte/
ciao