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Storia della Miranda

Nascita, sviluppo e declino dell’azienda

I fondatori della compagnia furono Ogihara Akira (萩原彰, 1920–1992) e Ōtsuka Shintarō (大塚新太郎, 1921-2005). Ogihara studiò ingegneria aeronauitica all’Università Imperiale di Tokyodurante la Seconda Guerra Mondiale, and lavorò ai motori a reazione a getto intermittente (pulsreattori o puslogetti) per la Marina Imperiale Giapponese al centro di ricerca aeronautica dell’Università. In particolare egli ha sviluppato il pusloreattore per una bomba volante con equipaggio, ispirandosi alla V1 tedesca, il pulsoreattore Ka-10 (カ10) per la bomba Baika (梅花 — Fiore di prugna). Ōtsuka si è laureato nello stesso dipartimentoun anno dopo Ogihara, e lavorò al compressore del motore Ne-20 (ネ20) per il caccia Kikka (橘花 — Fiore d’arancio), primo velivolo con motore jet giapponese.
 
Alla fine della guerra, tutte le ricerche militari in Giappone furono sospese e Ogihara avviò un piccolo laboratorio di macchine fotografiche in una stanza dell’ex centro di ricerca aeronautica. Egli offriva riparazioni e modifiche per macchine fotografiche professionali, in particolare realizzando adattori Leica 39x1 a vite per obiettivi più vecchi o obiettivi per macchine fotografiche militari. A quel tempo, Ōtsukastava lavorando su turbine a gas per applicazioni civili e presto venne a conoscenza delle attività di Ogihara ed iniziò a collaborare con lui.
 
Ogihara fondò la compagnia in questo periodo con il nome di Orion Seiki Sangyō Y.K. (オリオン精機産業有限会社, cioè Orion Precision Products Industries Co., Ltd.), forse nel 1947 — alcune fonti riportano nel 1946, ma sembra che sia troppo presto, altre nel 1948. La compagnia ha preso il nome della costellazione di Orione, perché Ogihara aveva un interesse particolare per l’astronomia. IIl suo primoi logo cosnsisteva nella parola ORION con tre stelle ed un arco: le tre stelle rappresantano la cintura di Orione e l’arco è spesso associato alla figura mitologica di Orione con la quale è rappresentta la costellazione di Orione nel disegnarla.
 
Il primo prodotto dell’azienda è stato il «Coupler», un adattatore progettato da Ōtsuka per utilizzare obiettivi Contax o obiettivi Nikon su macchine fotografiche Leica con attacco a vite mantenendo l’accoppiamento del telemetro. I prodotti successivi, rilasciati tra l’inizio e la metà degli anni ‘50, furono gli «alloggiamenti reflex Mirax» (un accessorio composto da un comparto dello specchio, un vetro smerigliato e un mirino, da fissare all’attacco dell'obiettivo di una fotocamera a telemetro da 35 mm per convertirla in una reflex), gli obietivi Supreme e i soffietti Focabell. Questi sono stati distribuiti prima da Summit Shōkai, poi da Matsushima, gestito da Mikami Makoto (三神誠). Oltre a questi primi prodotti, si dice che Orion Seiki abbia lavorato come subappaltatore per Yashima Kōgaku nella produzione di microscopi.
 
Nel 1954, l’azienda presentò il prototipo Phoenix 35mm SLR alla stampa fotografica giapponese. In realtà stavano sviluppando una nuova fotocamera SLR da diversi anni e la Phoenix è stata sviluppata principalmente come prodotto promozionale per pubblicizzare la loro futura nuova fotocamera. Ogihara ha visitato vari distributori per ottenere fondi per lo sviluppo di questa nuova macchina fotografica, ma l’unico che ha accettato è stato Mikami, che ha fornito supporto finanziario. Orion Seiki fu ribattezzata Orion Camera K.K. (オリオンカメラ㈱) nel 1955, con un patrimonio netto di 3 milioni di yen (sembra che il nome «Orion Camera Co.» fosse già in uso da tempo come traduzione inglese di Orion Seiki). La nuova SLR è stata rilasciata lo stesso anno ed è stata chiamata Miranda T, la prima macchina fotografica SLR giapponese da 35 mm disponibile in commercio con un pentaprisma.
 
La Miranda T è la prima macchina fotografica SLR giapponese da 35 mm con un pentaprisma intercambiabile e mirino al livello dell’occhio. Il nome del prototipo «Phoenix» è stato modificato a causa di un conflitto di marchio. La macchian fotografica ha inciso la scritta «Orion Camera Co.» sopra l’obiettivo. Nel 1957, dopo solo due anni esistenza, il nome della società è stato cambiato in «Miranda Camera Company», e i loro prodotti di conseguenza marchiati con la scritta «Miranda Camera Co.». La Miranda T era una macchina fotografica avanzata al momento dell’introduzione. Questa era la prima fotocamera fatta da quest’azienda, ma essa era già ampiamente conosciuta per la sua originalità ingegneristica, reputata in grado di risolvere quasi tutti i problemi, come creare gli adattatori speciali per gli obiettivi per la maggior parte delle macchine fotografiche, anche quelle altrimenti considerate impossibili da abbinare (vedere ad esempio il «Coupler» del quale si è accenato prima). Una particolare caratteristica di questa fotocamera è deriva dall’«alloggiamento reflex Mirax» utilizzato su macchine fotografiche a telemetro. Come detto, la Miranda T è la prima fotocamera SLR da 35 mm dotata di un mirino con pentarisma intercambiabile. Prima di questa ci sono state la Contax S, la Rectaflex e l’Alpa Prisma Reflex della Pignons S.A Ballaigues che sono pionieri nell’uso di un pentapisma fisso nel 1949 e la disponibilità di un mirino con pentaprisma ad un costo aggiuntivo nel 1950 per la Exakta Varex. Il comodo concetto di «Miranda slide-on prism mount» è stato introdotto poi nel 1957 sulla Topcon R e nel 1958 sulla Start (Старт) prodotta in Unione Sovietica nella città di Krasnogorsk, nell’anno successivo sulla Canonflex, mentre la Nikon F del 1989 si basava sul sistema Exakta Varex, assicurando il prisma da un certo numero di ganci. La Miranda T è dotata di una baionetta doppia, ereditata come detto dall’«alloggiamento reflex Mirax»: si compone di un innesto a vite da 44 mm di grande diametro e da una robusto innesto a baionetta esterno con quattro flange. L’obiettivo standard originale era il raro Zunow 5cm f/1.9. Tra i primi obiettivi intercambiabili disponibili per la fotocamera vi era l’obiettivo Orion Supreme 10,5 cm f/2.8. Anche i soffietti della Focabell, che in realtà erano preesistenti alle macchine fotografiche Miranda, erano disponibili fin dall’inizio. Un piccolo numero di queste macchine fotografiche è stato reso disponibile con tempi di scatto fino a 1/1000 di secondo: si tratta della Miranda T II. Questa ha uno stile leggermente diverso, inclusa una ghiera dei tempi di colore nero, di solito distribuita con l’obiettivo Arco 5cm f/2.4. Le fotocamere Miranda marchiate Orion Camera Co. sono tra le più ricercate reflex 35mm da parte dei collezionisti. I numeri di serie hanno sei cifre nella gamma 55xxxx.
 
Nel 1957 l’azienda è stata ribattezzata Miranda Camera K.K. (ミランダカメラ㈱). Sul mercato giapponese, le prime macchine fotografiche Miranda sono state distribuito da Matsushima per diverso tempo, poi forse dalla compagnia stessa. La distribuzione fu brevemente rilevata da Ricoh dai primi mesi del 1959, come annunciato in modo prominente nelle prime pubblicità per la Miranda B. Si dice che questa decisione di unirsi a Miranda sia stata presa direttamente dal fondatore di Ricoh Ichimura Kiyoshi (市 村清). L’accordo fu tuttavia di breve durata: le vendite di fotocamere Miranda si fermarono bruscamente sul mercato interno alla metà del 1959 per un motivo sconosciuto e per alcuni anni le fotocamere Miranda furono prodotte solo per l’esportazione. L’importatore statunitense «Allied Impex (o AIC)», titolare del marchio Soligor, distribuiva in particolare gli obiettivi delle fotocamere Miranda.
 
Nel 1960, per il modello Miranda D, l’azienda abbandonò il corpo dodecagonale originale per un corpo arrotondato. Rilascià anche l’Automex, con un esposimetro al selenio esterno incorporato e nuovi obiettivi con attivazione del diaframma interno e una camma che trasmette l’apertura del diaframma al corpo per l’accoppiamento all’esposimetro. La Miranda D aveva diverse caratteristiche insolite per l’epoca, tra cui leva di carica, lo specchio a ritorno istantaneo, il diaframma automatico e uno dei mirini presentava un primo esempio di misurazione TTL.
 
La Miranda F del 1963 è stata la prima di una serie di macchine fotografiche con una leva di carica modernizzata, comprendente la F/FM, la G e la Fv. I modelli utilizzavano il telaio della precedente DR (l’ultimo con la leva di carica, comprendente la A, la B, la C e la D/DR) e sono stati progettati per accettare i nuovi obiettivi con un accoppiamento automatico del diaframma interno. Il corpo macchina ha mantenuto, come la serie precedente, il pulsante di scatto sul frontale del corpo macchina, insieme alla possibilità di usare i precedenti obiettivi PAD. La F ha anche introdotto un nuovo selettore di velocità, che non aveva una selezione separata per i tempi lenti e quelli rapidi e che non girava quando era rilasciato l’otturatore. Inoltre la Miranda F ha un ulterore pulsante di scatto opzionale sulla parte superiore, con la possibilità di avviatare il cavo per lo scatto a distanza. C’erano quattro varianti della F e le successive variazioni furono introdotte per accogliere nuovi accessori di misurazione e/o obiettivi più recenti: La F/FB del 1963-64 con la ghiera della velocità dell’otturatore con velocità massima di 1/1000 di secondo e tasto per l’anteprima della prondità di campo sul corpo macchina; la FM/FMB del 1964-1967 FM/FMB, con una ghiera per selezionare i tempi di scattodi rimovibile per ospitare un esposimetro a clip; la Fv del 1967-69 che assomigliava alla FM ma che accettava obiettivi più recenti con un pulsante per la profondità di campo sull’obiettivo stesso (e quindi mancava di quello montato sul corpo); la F del 1967-69, che era come la Fv ma aveva una velocità massima di 1/500 di secondo. I modelli B avevano una finitura nera. Inoltre per la F era dispnibile un ingombrante esposimetro per la misurazione diretta della luce come accessorio: questo si agganciava attorno alla ghiera dei tempi di scatto che non era rimovibile. Invece il selettore dei tempi della FM era rimovibile e consentiva il collegamento di un nuovo e più piccolo esposimetro per la misurazione diretta della luce. In breve, questo dispositivo accoppiava l’esposimetro al perno dela ghiera dei tempi e incorporava un meccanismo di regolazione della velocità sostitutivo alloggiato nello stesso esposimetro. Esso si adattava perfettamente al lato destro sulla parte superiore della macchina fotografica, seguendone le linee senza sporgenze. Si dice che la società Miranda abbia fondato una propria fabbrica di obiettivi nel 1963 (quelli precedenti erano forniti da vari produttori, ad eccezione del primo Supreme). L’azienda tornò sul mercato giapponese nell’autunno del 1964, ma l’importatore statunitense «Allied Impex» prese gradualmente il controllo e alla fine degli anni ‘60 possedeva completamente l’azienda.
 
La Miranda Sensorex fu prodotta a partire dal 1967, ed è un modello tutto meccanico robusto e pesante dotato di prisma intercmbiabile (come la Nikon F e la Topcon Super D) e pulsante di scatto frontale. Dedicata sia al mercato professionale che all’amatore esigente è dotata di misurazione TTL tramite una cellula posta dietro lo specchio in modo da utilizzare l’esposimetro anche senza prisma o usando un pozzetto: la macchina era perfettamente funzionante, compresa la messa a fuoco, utilizzabile quindi facilmente per le foto ravvicinate e macro. Di questo modello ne sono stati prodotti almeno sette versioni. La fotocamera presentava anche un otturatore a basso rumore e un meccanismo dello specchio privo di vibrazioni. Apparentemente Miranda è stato il primo produttore di reflex giapponesi e, per un certo periodo, Miranda era in concorrenza con Nikon e Topcon per qualità costruttiva e ottica.
 
La Sensomat è stata lanciata nel 1969 ed aveva un esposimetro TTL stop-down al CdS, sotto lo specchio; una funzionalità avanzata per i suoi tempi. L’esposimetro è azionato dai due pulsanti accanto all’innesto dell’obiettivo. La Sensomat ha venduto abbastanza bene come reflex economica negli anni ‘70.
 
Si dice che una nuova fabbrica sia stata aperta fuori Tokyo nel 1970 o forse nel 1971. Nel 1971, l’azienda ha introdotto la Sensorex EE con esposizione automatica a priorità di tempi e un nuovo set di mirini. Fu introdotto anche un nuovo innesto per gli obiettivi. La versione aggiornala, la EE-2, sarà prodotta nel 1976 e sarebbe stata l’ultimo Miranda con mirino intercambiabile.
 
Nel 1971 furono fabbricate la Miranda Sensomat RE, la Miranda Sensorex II e La Miranda Auto Sensorex EE. La Miranda Auto Sensorex EE era una delle fotocamere più sofisticate che Miranda abbia mai prodotto. È dotato di misurazione TTL a tutta apertura ed esposizione automatica con priorità dei tempi con intervento manuale completo. Il mirino ha un ago, che punta al diaframma che la fotocamera seleziona automaticamente (o il diaframma che da impostare sull’obiettivo se in modalità manuale). Il sistema è interamente meccanico e la batteria alimenta solo l’esposimetro.
 
Nel 1972, l’azienda ha rilasciato la sua unica fotocamera non reflex, la telemetro compatta Sensoret. Nel 1975 fece un tentativo con una reflex compatta con prisma fisso e otturatore controllato elettronicamente, chiamata Miranda dx-3. Nessuno di questi ebbe grande successo.
 
Nel 1975 è stata lanciata la Miranda EE-2, una reflex 35mm con messa a fuoco manuale. Questa tilizzava un otturatore sul piano focale con velocità da 1s a 1/1000s più la posa B. La sincronizzazione del flash è a 1/60 di secondo. La velocità dell’otturatore era modificata con una ghiera tradizionale sul dorso del corpo macchina. Una finestrella di informazioni sul tempo di sccatto si trovava sul lato destro dell’oculare del mirino. Questo dettaglio rappresenta la principale differenza tra EE-2 e la precedente Mirandax Sensore EE. È disponibile un autoscatto con un ritardo di circa 10 secondi. È dotata di un sistema di misurazione TTL che utilizza una cella al CdS ed è alimentato da una batteria al mercurio PX625. Sono disponibili due modalità di misurazione: media e spot. L’esposimetro ha una gamma da 3 a 18 EV a 100 ASA, la sensibilità della pellicola va da 6 a 3200 ASA.
 
Malgrado l’alta qualitá dei materiali usati e l’uso del prisma amovibile, la casa non riuscí mai a raggiungere lo sviluppo della concorrenza e questo portó alla chiusura e alla cessazione di ogni attivitá nel 1978. Gli ultimi modelli furono la DX-3, prodotta dal 1975 fino al dicembre 1976, con otturatore elettronico e la versione aggiornata della RE, la RE-II. Il 10 dicembre 1976 la Miranda Camera Co. Ltd. dichiaró la bancarotta per 3,6 miliardi di franchi francesi di debito! Alla fine solo la casa Soligor facente parte del gruppo AIC Photo assieme alla Miranda rimase in vita e i fondi di magazzino Miranda furono venduti in Europa sotto questo marchio fino al 1978. Probabilmente i giapponesi non hanno accettato che la loro azienda fosse ancora completamente controllata da un’azenda americana. Il marchio Miranda è stato poi riutilizzato negli anni ‘80 per macchine fotografiche SLR economiche (prodotte da Cosina) come la MIRANDA MS-2 SUPER (COSINA CT-9) con baionetta Pentax K, obiettivi, flash o fotocamere «punta-e-scatta».
 
Un’ultima nota sui numeri di serie. I primi prodotti di Orion e Miranda hanno numeri di serie a sei cifre. I primi due sembrano indicare l’anno di produzione, ma questo è fuorviante: essi potrebbero essere correlati all’anno di uscita del modello di fotocamera o dispositivo, ma non danno un’indicazione precisa dell’anno di produzione del particolare esemplare.
 
 
Orion-Mirax-B_Focabell_Nikkor-5cm-f1.4_Nikon-S.jpg
Orion Mirax-B, Focabell e Nikkor 5cm f/1.4 su una Nikon S
 
 
 
Riferimenti:
 
http://camera-wiki.org/wiki/Mirax
 
https://camerapedia.fandom.com/wiki/Miranda
 
https://camerapedia.fandom.com/wiki/Miranda_T_and_TII
 
https://www.collection-appareils.fr/x/html/historique.php?marque=Miranda
 
http://www.collection-appareils.fr/x/html/page_standard.php?id_appareil=1437
 
http://www.collection-appareils.fr/x/html/page_standard.php?id_appareil=239
 
http://www.collection-appareils.fr/x/html/page_standard.php?id_appareil=11574
 
http://www.collection-appareils.fr/x/html/page_standard.php?id_appareil=10294
 
https://digilander.libero.it/photocorner/miranda.htm
 
https://www.flickr.com/photos/nippoletano/8472408497
 
http://www.photorigines.com/miranda.html
 
https://www.suaudeau.eu/memo/histoire/Miranda.html
 

ciao




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