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Storia della Topcon

La nascita e lo sviluppo dell’azienda

La Topcon fu fondata in Tokyo il 1° settembre 1932 col nome di «Tokyo Kogaku Kikai Kabushiki-Kaisha (Tokyo Optical Company, Ltd.)», successivamente «Topcon Optical Co.» Al momento della sua fondazione comprendeva una piccola fabbrica di binocoli e una divisione ottica, la Seikosha, proprietà di Kintario Hattori. La nuova società era una sussidiaria dipendente di «Hattori Tokei-ten» (cioè «Negozio di orologi Hattori») e la Seikosha alla fine sarebbe stata conosciuta come Seiko, famosa fabbrica di orologi. Tokyo Kogaku sarebbe rimasta dipendente di Seikosha fino al 1947, momento in cui sarebbe diventata la sua entità. Di ricca e influente famiglia, Hattori era non solo il principale azionista della Topcon, ma era soprattutto un personaggio ben introdotto nei più alti ambienti politici e militari dell’Impero. Già nel 1933 Topcon, guidata da Shinohara, cognato di Hattori, assorbì la Seikosha e si specializzò nella costruzione di dispositivi di sorveglianza e comincia a produrre i primi obiettivi. Il primo è «State Anastigmat», una copia dei tripletti Cooke di 10,5 cm. f:4,5, che saranno montati su apparecchi di costruttori terzi, come la First Camera Korks della Kuribayashi, la futura Petri. Sono anni in cui il Giappone dà il via a una vera e propria corsa agli armamenti e al potenziamento della sua flotta area e navale. Tutti i settori industriali beneficiano di ingenti commesse militari e l’industria fotografica incrementa massicciamente la produzione. Nel 1935 il vicepresidente Shinohara acquista un prestigioso fabbricante di vetri ottici, la Ohara Optical Glass Co., il cui fondatore Janpachi Ohara aveva già lavorato per la Nippon Kogaku (cioè Nikon) e successivamente rifornirà anche Asahi e Seiki Kogaku (la futura Canon), e riuscì ad aggiudicarsi varie commesse militari spuntandola sulla Nikon. I dipendenti della Tokyo Kogaku (cioè Topcon) sono ormai quasi 1000 e, data la scarsità di maestranze specializzate, qualche anno dopo, la società fonda una scuola per la formazione di tecnici del settore ottico-meccanico. Ma è con la scadenza del brevetto Tessar, nel 1937, e con l’esplosione delle commesse militari che la produzione decolla: diventa fornitore ufficiale dell’Esercito nipponico (mentre Nikon fornisce la Marina Imperiale) producendo migliaia di telemetri, puntatori e altri dispositivi per l’artiglieria, e già nel 1937 è presentato l’obiettivo «Simlar» f/4,5 di focale 21cm.
 
Bisogna ricordare che dopo la guerra vittoriosa contro la Russia zarista (1904-1905) e dopo aver occupato la Corea nel 1910, il Giappone era ormai diventato una grande potenza industriale e la nazione dominante nell’Asia orientale. Guidato da un governo apertamente militarista, si era poi lanciato in in una risoluta politica di espansione industriale e territoriale (occupazione Manciuria nel 1930, Patto Anticomintern nel 1932, guerra contro la Cina nel 1937, alleanza con l’Asse nel 1940) che culminò nell’attacco di Pearl Harbour (1941) e all’entrata in guerra contro gli Stati Uniti.
 
Contemporaneamente Topcon decide di produrre un apparecchio per uso civile: nasce così, nel 1937, la Lord, una fotocamera a telemetro di formato 4,5X6 per pellicole 120, dotato di un obiettivo Simlar f:3,5/75 a quattro lenti di tipo Tessar, montato su un doppio tubo telescopico che eliminava quindi il tradizionale soffietto. Progettata dagli ingegneri Ishiguro e Numata, con la consulenza di un collezionista e amatore di fotocamere tedesche, M. Atago, la Lord, oltre all’ estetica piuttosto moderna, era anche originale come concezione, avendo il telemetro accoppiato alla messa a fuoco e l’avanzamento automatico della pellicola (solo il primo fotogramma doveva essere preimpostato). Tre punti deboli: l’otturatore, un Seikosha, arrivava solo a 1/200 di sec, il telemetro era impreciso a causa tra l’altro, dei materiali scadenti e alle tecniche di lavorazione, non all’altezza di quelle impiegate negli stessi anni dai costruttori tedeschi. L'ultimo il prezzo: 180 yen (lire italiane 2,650) era più elevato di quello delle concorrenti giapponesi. Ma Lord ha dei problemi che spiegano l’esiguo numero di esemplari prodotti tra 1937 e il 1938.
 
Nello stesso anno l’Istituto Scientifico dell’esercito commissionò alla Topcon una microcamera di spionaggio. Nacque così la Kaitenkei, piccola quanto una scatola di fiammiferi, capace di impressionare 10 fotogrammi su pellicola cine da 8 mm, dotata di obiettivo di 13,9 mm f/2,8, otturatore a ghigliottina con velocità fissa a 1/50 sec. Nonostante tutto, l’esercito rifiutò di dar corso alla produzione per motivi di costo: la Kaitenkei costava di più delle concorrenti europee, tantopiù che in quel momento a Riga, in Lettonia, un piccolo costruttore annunciava l’avvio della produzione di una microcamera destinata a un futuro brillante, la Minox.
 
Il fatto che tutta l’industria giapponese lavorasse a pieno ritmo per soddisfare l’enorme volume di commesse militari non impedì alla Topcon di mettere sul mercato una fotocamera per il grande pubblico, la Minion formato 4x5. Questa famiglia di fotocamere (che non va confusa con le Minion 35 fabbricate nel dopoguerra dal 1948 che usavano il formato Leica) restò in produzione, nelle sue varianti, dal 1938 fino ai primi anni del dopoguerra, fino all’incirca al 1949. Le Minion di questi anni erano fotocamere a soffietto a scomparsa che impressionavano 10 fotogrammi formato 4x5 su film 127. Montavano un obiettivo Toko di 60 mm f:3,5 a tre elementi con una distanza di messa a fuoco minima di 80 mm e otturatore centrale.
 
Il primo modello, la Minion I, uscito nel 1938, montava un otturatore Light Seikosha con tempi di esposizione 1/25 , 1/50, 1/100, B e T. Pur se ben rifinita, questa fotocamera segnava un arretramento rispetto alla Lord: non aveva il telemetro (ma solo un mirino primitivo a due finestrelle — quella frontale era munita di una semplice lente divergente) e aveva un sistema di inserimento della pellicola troppo macchinoso (richiedeva la rimozione della piastra superiore dell’apparecchio). Ma il tallone d’Achille della prima Minion I era l’assenza dell’arresto automatico dell’avanzamento; essa aveva solo un contafotogrammi posto sulla piastra superiore sincronizzato con la manopola di avanzamento. Tuttavia, dato che la numerazione dei fotogrammi del rullino 127 non corrisponde affatto all’esotico formato 4x5, il numero indicato dal contafotogrammi poteva essere impreciso, provocando il seccante problema delle spaziature irregolari e della sovrapposizione degli scatti.
 
Il primo modello della Minion – di cui restano pochissimi esemplari – fu da subito oggetto di continue modifiche e miglioramenti che accompagnarono tutti gli anni in cui essa fu prodotta. Per prima cosa la cosiddetta Minion I modificata ebbe un mirino che si apriva a scatto e l’arresto automatico del film: dopo il primo scatto il fotografo ruotava la manopola e il film si fermava in posizione per lo scatto successivo. Dopo il decimo scatto, nel contafotogrammi appariva la lettera L e , ruotando ancora la manopola, si avvolgeva completamente la pellicola nella bobina ricevente. Il prezzo di questa Minion I era di 83 Yen in finitura nera e di 93 Yen in finitura cromata cioè era di lire 1.230 – 1.380.
 
Dopo la fine della seconda guerra mondiale nell’agosto del 1945 con le fabbriche temporaneamente chiuse la Topcon riceve l’autorizzazione del governatore di Tokyo per convertire la produzione a prodotti civili e quindi riaparte nella costruzione di binocoli e strumenti di rilevamento.
 
Nel 1947 iniziò la produzione e vendita di diottimetri e altre apparecchiature oftalmiche.
 
L’azienda iniziò la produzione di fotocamere 35mm nel 1948 con la Minion 35 (stesso nome di quella con formato 4x5cm) e di fotocamere 6×6 TLR («Twin-Lens Reflex», cioè «biottica») nel 1950 con il nome Topcoflex, distribuita quest’ultime principalmente come Primoflex e Laurelflex. Era la prima apparizione del nome «Topco», probabilmente della Tokyo Optical Company. La società era quotata in borsa, quotandosi alle borse di Tokyo e Osaka nel 1949. Il nome del marchio Topcon apparve nel 1953 sulla Topcon 35, successiva alla serie Minion 35, e il nome dell’obiettivo Topcor apparve nel 1954, sostituendo presto tutti i precedenti nomi di obiettivi. (Topcon e Topcor erano probabilmente modellati su Nikon e Nikkor.) La produzione di reflex 35mm Topcon inizia quindi prima che Nikon o Canon producessero una reflex.
 
Nel 1957 è stata rilasciata sul mercato la sua prima fotocamera reflex, la Topcon R con lente semi-auto e mirino intercambiabile.
 
Nel 1960 il controllo dell’azienda passò alla «Tokyo Shibaura Electric Co.,Ltd.» (ora Toshiba) ed è iniziata la fabbricazione di strumenti di misura elettrici.
 
Nel 1963 furono introdotte le Topcon Super D e RE. La Topcon Super RE era una fotocamera di classe con un esposimetro assai originalre: la cellula era montata sul retro dello specchio semiriflettente. Si tratta della prima reflex TTL (misurazione della luce attraverso l’obiettivo, «Thru The Lens») e con misurazione della luce a tutta apertura, con simulazione del diaframma. Pentax avrebbe seguito l’anno successivo con la Spotmatic (ma con innesto a vite per l’obiettivo), e Nikon solo nel 1965 con la Nikkormat FT e con il prisma Photomic T per la Nikon F e la Minolta nel 1966 con la SR–T 101. La Topcon fu in competizione con la Nikon F per tutti gli anni ‘60; poi, mentre questa estendeva in ogni direzione il proprio sistema di obiettivi ed accessori, la Topcon cedette il passo penalizzata dall’aver adottato l’innesto delle ottiche Exakta progettato in altri tempi e di diametro inferiore a quello Nikon. La macchina successiva fu la Topcon Super DM.
 
Le reflex Topcon furono importati negli Stati Uniti da «Beseler», che appose il proprio nome sul corpo macchina. Alcuni modelli sono stati contrassegnati «Hanimex» quando sono stati importati nel Commonwealth.
 
La reflex 35mm «Topcon Uni» è stato rilasciata nel 1964 ed conosciuta anche come «Beseler Topcon Auto 100» e «Hanimex Topcon RE Auto».
 
Tra il 1969 e il 1973 è prodotta la Topcon Unirex che offre una misurazione TTL spot o ponderata. Si tratta di una SLR molto insolita in quanto ha un otturatore centrale a lamelle non all’interno dell’obiettivo (o tra una sezione posteriore fissata in modo permanente all’obiettivo e una sezione anteriore intercambiabile), ma si trova dietro l’obiettivo, ed è sostituibile nella sua interezza. Era dotata della baionetta UV Topcon, molto particolare: la ghiera del diaframma si trovava sul bocchettone e non sulla lente.
 
Nel luglio 1973 sono stati rilasciate le livelle automatiche Auto Level AT-M3, AT-S3, AT-P3. Il modello AT-M3 ha raggiunto per primo la minima distanza di messa a fuoco più breve al mondo di 0 metri: da infinito fino alla superficie della lente frontale dell’obiettivo. Questo strumento è stato approvato dall’Autorità di informazione geospaziale del Giappone (国土地理院, Kokudo Chiri-in) o GSI (Geographical Survey Institute) che è l’istituzione nazionale responsabile per il rilevamento e la mappatura della terra e della geografia del Giappone.
 
Nel maggio 1974 è stato rilasciato il Microscopio per operazioni chirurgiche OMS-100 contribuendo al trattamento dei disturbi oftalmici come gli interventi di cataratta.
 
Nel 1978 la Topcon decise di abbandonare il mercato delle fotocamere e terminò le vendite delle fotocamere 35mm nel dicembre 1980. Nello stesso anno ha iniziato a vendere un misuratore di distanza elettrico DM-C1 che adotta un raggio nel vicino infrarosso, ha anche iniziato a vendere un rifrattometro RM-100 che incorpora un raggio nel vicino infrarosso e un sistema televisivo.
 
Nel 2003 Cosina ha progettato e commercializzato un obiettivo «Auto-Topcor» 58mm f/1.4 (nelle montature Nikon F e M42) che esternamente ricorda il vero oggetto Tōkyō Kōgaku ed è persino contrassegnato Tokyo Kogaku; ha anche creato una variante del suo Bessaflex SLR con attacco M42 il cui caratteristico alloggiamento pentaprisma ricorda quello del Topcon RE Super.
 
Nel 2015 Toshiba Group vende la sua quota e Topcon cessa di essere un’affiliata di Toshiba.
 
Nell’aprile 2018 Topcon ha istituito una divisione software medicale, la Topcon Healthcare Solutions, Inc., per lo sviluppo di software EyeCare e fornire servizi sanitari collegati, con sede a Oakland, New Jersey. Il loro obiettivo principale è l’industria per la cura dell’occhio.
 
Nel luglio 2021 la Topcon Corporation ha acquisito la Visia Imaging S.r.l, un produttore di dispositivi oftalmici con sede in Firenze.
 
 
 
Riferimenti:
 
http://camera-wiki.org/wiki/T%C5%8Dky%C5%8D_K%C5%8Dgaku
 
http://camera-wiki.org/wiki/Topcon_Uni
 
https://www.encyclopedia.com/books/politics-and-business-magazines/topcon-corporation
 
https://www.f-11.it/foto/macchine-fotografiche/112-topcon-re-super.html
 
https://global.topcon.com/about/history/
 
http://www.guidafotousato.it/4-STORIA_MARCHE/testi/TOPCON.htm
 
https://www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=3524281
 
https://www.mikeeckman.com/2018/01/topcon-re-super-1963/
 
http://www.photogallery.it/storia/ielettro.html
 
https://www.topcon.co.jp/en/about/history/
 
https://vintagecameralab.com/brand/topcon/
 

ciao




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